The long tail

Why the Future of Business Is Selling Less of More.

Mah; qualche mese fa, quando sono andato ad un incontro sulla tecnologia SOA (organizzato da M$, ebbene sì..), mi é stata offerta una copia del suddetto libro. Se devo essere sincero me ne ero anche dimenticato ma ieri me lo sono trovato nella cassetta della posta :-).

Sinceramente non ho ben capito la relazione e lo scopo di regalare un libro come questo hai partecipanti ad un seminario “tecnico” sulle architetture service oriented; magari leggendolo svelerò il mistero… vi farò sapere. 😉

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Dan Brown – La verità del ghiaccio

E con questo è finita la trilogia di Dan Brown.. penso non siano usciti altri suoi libri in italia.

La storia in breve è quella di un gruppo di scienziati che viene convocato dal presidente degli Stati Uniti per avvalorare una scoperta fatta dalla NASA. Questi si trovano così coinvolti in un intrigo con al centro un ritrovamento che potrebbe cambiare tutte le credenze scientifice sull’inzio della vita sulla terra. A questo si aggiungono la corsa elettorale per la rielezione, le smanie politiche di un senatore senza scrupoli, la vendetta di un funzionario governativo per l aperdita della figlia, la lotta per la liberalizzazione del mercato della tecnologia spaziale e l’immancabile storia d’amore alla Dan Brown. 🙂
Dei tre thriller di questo autore “la verità del ghiaccio” è probabilmente quello che mi è piaciuto di meno. Non è un brutto libro, Dan Brown riesce comunque a tenere viva l’attenzione del lettore, ma non è incalzante, non crea la stessa smania di arrivare in fondo del “codice” o di “angeli e demoni”. Le ambientazioni sono molto belle e per la prima volta l’autore parla di “casa sua” e non si lancia in strane descrizioni della storia o dell’arte europea, campate forse un po' per aria, come nei precedenti libri. Nonostante questo però la trama non mi convince molto: è un po' troppo semplice e lineare; già da metà libro si riesce a capire chi ha fatto cosa e perché… in un thriller che si rispetti non deve succedere :-). Probabilmente ciò che in relatà ha fatto la fortuna degli altri libri sono stati i temi particilarmente “scottanti”, non so.

Non voglio elevarmi a grande critico ma questa volta darei un bel pollice verso!

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Il codice Da Vinci

Domenica sera sono andato a vedere con i compagni del Cefriel il film più atteso dell’anno (…): il Codice Da Vinci.

Stendiamo un velo pietoso sulle pubblicità pre-film e sulla campagna anti pirateria che è un oltraggio al decoro (se uno vede quel filmato non può far altro che correre a casa e iniziare a scaricare film per protesta).

Andando al sodo.. premetto che ho letto il libro, che non sono propriamente religioso (anzi…) e che tutte le discussioni fatte da cattolici o meno su questo romanzo mi fanno solo ridere. Detto questo il film è stato meglio di come me lo aspettavo; probabilmente ero partito prevenuto avendo sentito da ogni parte delle critiche feroci che lo descrivevano come noioso e poco attinente al libro; forse, dopo lo scotto di “L’acchiappasogni”, pensavo che anche questa trasposizione cinematografica fosse un modo come un altro per rovinare un bel thriller. Bè, mi sono dovuto ricredere.

Il film non è noioso, anzi, ha un buon ritmo e non ci sono parti particolarmente lente. Ci sono alcune scene un po' cruente ma non si scade nel “pulp” e si sopportano benissimo (a meno di non essere particolarmente suscettibili, vero Laura?!? :-)). Oltretutto, a dispetto delle critiche e dei miei pregiudizi mi è parso rispecchiare bene la trama del libro: tutte le scene apparse nel film sono la riproduzione precisa di quel che descrive il romanzo. Ovviamente non si sono dovuti fare dei tagli e forse alcune parti non sono spiegate altrettanto bene come lo sono su carta, ma, tutto sommato, è stata una scelta azzeccata perché allungare ancora di più il film, che già dura 2 ore e 30, sarebbe stato davvero troppo.

In conclusione sono stato contento di aver speso questi 7 euri e 50 cents… unica nota negativa? Il cinema, di una scomodità tremenda, specialmente per un film così lungo… all’uscita sembravo il gobbo di Notre Dame da tanto ero accartocciato! (tutta colpa di Alessio che ci porta nel cinema sotto casa… :evil:)

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Jeffery Deaver – Profondo blu

Un altro libro di Deaver… prometto che questo è l’ultimo, per ora! 🙂

Un giovane hacker perde la cognizione del mondo reale. Come in un gioco online, si diverte, da perfetto social engeneer, a travestirsi per avvicinare le sue vittime ed ucciderle con un fendente al cuore. La squadra di poliziotti incaricata di catturarlo chiede aiuto ad un genio dei computer rinchiuso nelle prigioni di stato che però non si rivela essere quello che ci si aspettava.
Il romanzo è bello e pieno di colpi di scena anche se a volte un po' irreale… questo giudizio è probabilmente dato dal fatto che un po' mi intendo di computer e sicurezza e certi hack descritti nel romanzo mi fanno inorridire 🙂 come anche l’uso della terminologia informatica.
Comunque la storia è scorrevole e intrigante… il giudizio è ancora una volta positivo per Deaver 😉

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Jeffery Deaver – Il silenzio dei rapiti

Come avrete capito dalle mie precedenti letture, Deaver è uno dei miei autori preferiti e non si smentisce nemmeno in questo ultimo thriller! Ultimo solo in ordine di lettura perché è stato pubblicato nel lontano 2000; ha ancora la dicitura del prezzo nelle 2 valute: lira ed euro. 🙂
La storia è quella di tre carcerati evasi che, durante la loro fuga, sequestrano un pullman con a bordo 8 bambine sordomute e le loro insegnati rifugiandosi poi in un mattatoio abbandonato. Qui inizia l’estenuante trattativa per la liberazione degli ostaggi condotta, da un lato, da Handy, il capo dei malviventi (il più sadico e spietato) e, dall’altro, dall’agente Potter, specialista di sequestri. Il libro scorre molto veloce tra un colpo di scena e l’altro e vede pian piano nascere anche una storia d’amore tra l’agente ed una delle sequestrate che si rivela essere un inaspettato aiuto per i federali. Molto bella e accurata l’analisi psicologica dei personaggi che rende ancora più verosimile la trama.
Davvero un gran bel thriller come quelli a cui ci ha abituati Deaver, giocato sul filo del rasoio con un finale inaspettato.

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Paulo Coelho – Come il fiume che scorre

Non mi è piaciuto molto… Forse più per la tipologia di libro (una collezione di brevi articoli) che non per i contenuti o per il modo in cui è scritto. Infatti devo dire che il libro si lascia leggere molto bene (l’ho finito in 3 giorni), la scrittura è lineare, chiara e diretta, mi piace.

E' il primo libro che leggo di questo autore nonostante sia famosissimo e da tempo avrei voluto leggere qualcosa di suo; oltretutto l’ho iniziato a leggere per caso una sera a casa dei miei visto che non avevo portato il mio solito libro (o meglio, non era in programma che stessi lì a dormire..). Non sapevo cosa aspettarmi.. bè, forse è un po' troppo impermeato di religione per i miei gusti, dietro a tutti gli aneddoti e i racconti si sente la sua Fede e il suo attribuire ad un fine ultimo o ad un disegno “superiore” ogni avvenimento. A parte questo i racconti sono interessanti e offrono diversi spunti di riflessione; sono d’accordo con chi definisce Coelho come uno scrittore che parla più all’anima che alla mente, alcuni degl articoli soo veramente toccanti. Penso che valga la pena leggere qualcosa di questo autore, magari un romanzo invece di quesa “collezione”.

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